lunedì 27 dicembre 2010

TESSERE SCONTO FASULLE. SANZIONI ANTITRUST... MA SI TRATTA DI REATI PENALI

 Ancora sanzioni dall'Antitrust per le aziende venete delle tessere sconto fasulle. Imprese che tramite telefonate ingannevoli e visite a domicilio, fanno credere di regalare tessere fedeltà gratuite e invece fanno firmare contratti a partire da 2mila euro, per l'acquisto 'inconsapevole' di tovaglie, lenzuola ed altri casalinghi.

In questa tornata sono state sanzionate 5 aziende, per un totale di 135mila euro. 

I venditori porta a porta riescono nell'obiettivo grazie ad una balla ricorrente: stiamo aprendo un centro commerciale vicino al tuo Comune, ti regaliamo una tessera sconto. 

Da anni queste aziende fanno danni in tutto il Nord Italia, e purtroppo cambiando nome e marchio commerciale, riescono ancora ad accalappiare contratti. 

Le responsabilità sono molteplici, a cominciare dai consumatori, che non leggono i contratti e firmano anche quando i moduli loro sottoposti sono confusi (è quelli dalle società delle tessere sconto sono un coacervo di parole ambigue).  

Responsabilità vanno anche a chi potrebbe agire su un piano diverso rispetto all'Antitrust (che sanziona le condotte commerciali scorrette): la magistratura. Nel 2008 avevamo denunciato una di queste società, alla Procura di Firenze, che in seguito trasmette gli atti a Venezia (per competenza territoriale). Solo dopo mesi e mesi, con molta fatica veniamo a sapere che il procedimento era stato archiviato.    

Eppure nell'odierno provvedimento Antitrust vengono riproposte le memorie della Camera di commercio di Padova, da tempo attiva per tentare (con i propri strumenti) di porre termine alle vendite truffaldine.
Secondo quanto riportato nei pareri “si tratterebbe, ove effettivamente dimostrato, di un modus operandi, illecito e truffaldino, penalmente rilevante [...]”. 

Il modo di fare delle aziende porta a porta venete, quindi, è collegabile ad un modus operandi, illecito e truffaldino, penalmente rilevante, tali elementi -per quel che ne sappiamo- non ha comportato effetti penali.   

Sottoliniamo questo aspetto perché -come rilevabile dalle tantissime segnalazioni pervenuteci- spesso la firma del contratto viene imposta con violenza e minacce verbali (materia prima per una giustizia all'altezza del proprio compito).

Di seguito le aziende sanzionate con i vari nomi utilizzati:

- Italia a Casa S.r.l., sanzione di 20.000 €.

- Idea S.r.l. (sanzione di 30.000 €), originariamente denominata New Trade S.r.l. operante con i marchi Home e New Trade. In seguito New Trade ha cambiato proprietà ed il nuovo socio ha modificato la denominazione in Idea S.r.l. e la sede legale (via Santa Chiara, 10, Selvazzano Dentro, PD), mantenendo immutate la partita IVA e il numero di registro REA.

- Signor Loris Scattolin, titolare dell’impresa individuale New Company (sanzione di 10.000 €). Operante con i marchi commerciali “Casa Arredo” e “Linea Casa”.

- Jolly S.r.l. (sanzione di 25.000 €), operante con i marchi Jolly, Andromeda, Ciao, Calypso, Nuvola, Teorema, Casa Viva.

- Class S.r.l. Sanzione di 50.000 €). Originariamente denominata Style S.r.l. In data 6 settembre 2010 la società ha modificato la propria denominazione sociale in Class S.r.l. e la propria sede legale (via A. Manzoni, 3/C, Rubano, PD), mantenendo immutati, invece, la partita Iva e l’amministratore legale, che risulta anche socio unico della società stessa (di seguito, la Società). 

Come difendersi. Il decreto legislativo 206/2005 permette il diritto di recesso (art.64), senza penale entro 10 giorni, che decorrono dal momento della prima firma, oppure dal momento della consegna della merce. 

Fonte: ADUC

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